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Neuroma di Morton
risponde: Paolo Ronconi
DOMANDA:
Buongiorno, Mi chiamo A.L. e le scrivo perché sono molto preoccupata per mio marito che ha 33 anni e gioca a calcetto (come amatore 2 volte alla settimana). Il 25 febbraio 2000 e stato operato al piede sinistro per togliere un neuroma di Morton che si era formato tra il III e IV dito. L'intervento e stato plantare, cioè hanno aperto la pianta partendo dalla base del dito fin quasi metà piede. Dopo circa 2 settimane (passato il dolore postoperatorio) ha ricominciato a percepire lo stesso tipo di dolore che percepiva prima dell'operazione (anzi più intenso) e tutti i disturbi tipici del neuroma (sensazione di scossa elettrica al dito, necessita di camminare scalzo ecc.) costringendolo a fare una infiltrazione di cortisone. Stanco della situazione, in accordo con il medico che lo segue ha fatto una RM che ha riscontrato una recidiva del neuroma ed un lipoma di circa 12 mm. Con questi referti il medico, purtroppo, gli ha confermato che dovrà essere operato un'altra volta. Ora io mi domando e possibile che un neuroma si riformi in cosi poco tempo. Forse non l'avevano trovato la volta precedente? Eppure la prima ecografia fatta ( a gennaio ) aveva riscontrato la presenza di tale formazione tra il III e IV dito. Inoltre quali sono, se esistono, le cause di tali formazioni. Vi sono forse indicazioni di altre patologie nascoste? La prego mi consigli. Grazie.
RISPOSTA
Gentilissima Sig.ra, probabilmente l'intervento subilto da suo marito non è stato radicale (cioè non è stato asportato completatmente il nervo). Altra condizione che riteniamo sfavorevole è che un a incisione diretta plantarmente dia piu' problemi cicatriziali, nel tempo, di una incisione dorsale. La diagnosi di neuroma è fondamentalmente una diagnosi clinica confermata da una buona ecografia o da una RNM. Attualmente, in caso di accertata sindrome di Morton (oggi ritenuta più una sindrome compressiva da schiacciamento del legamento intermetatarsale sul nervo) preferiamo rispettare il nervo utilizzando metodiche alternative (alcolizzazione, endoscopia ). Solo nei casi gravi si ricorre alla tecnica di amputazione del nervo.
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